Le scelte principali per la ripartenza

16 gennaio 2021

Avvenire dedica oggi l’editoriale alla questione industriale, fornendone un quadro complessivo semplice e chiaro.

Molte sono le questioni aperte, da Alitalia, ad Autostrade, Ilva, ecc…

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14 gennaio 2021

Prima della crisi, il Governo ha inserito nel Recovery Plan alcuni progetti chiesti dalla PAT; in particolare sull’intelligenza artificiale, l’idrogeno e le circonvallazioni TAV di Trento e Rovereto.

Ne riferisce il Trentino

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6 dicembre

In un’intervista al Trentino, Ezio Amistadi si augura che lo stop allo sci sia possa essere di stimolo per l’adozione di modelli diversi per lo sviluppo del turismo, che finora orientato verso quello di massa, con i chiari limiti che questo presentava.

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5 dicembre

In un’intervista a Milano Finanza il ministro Amendola chiarisce come saranno utilizzati i 207 miliardi del Recovery Fund

Come spenderemo i soldi europei Leggi tutto “Le scelte principali per la ripartenza”

Come il NOBEL fa la guerra

Avvenire dedica l’editoriale all’escalation nel corno d’Africa, che vede tra i protagonisti il Premier etiope insignito del Premio Nobel.

Oltre a fornire un quadro del contesto generale, l’articolo mette in evidenza come l’Italia potrebbe (o dovrebbe) assumere un’iniziativa per ricomporre le controversie.

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Domeniche ed Itea : se il giudice prevarica

Il sen. Renzo Gubert interviene sul quotidiano Trentino in merito all’attivismo dei giudici, che si permettono di giudicare le leggi anziché limitarsi ad applicarle.

I casi sono quelli relativi all’apertura domenicale dei negozi ed al’assegnazione degli alloggi Itea agli immigrati.

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Un Vescovo rompe il silenzio sulla “cultura di morte” del ministro Speranza

La Verità pubblica oggi un intervento del Vescovo Camisasca, sul tema dell’aborto.
Ciò che Camisasca mette in evidenza nel suo intervento è la progressiva e inesorabile «invisibilità» dell’atto abortivo, frutto, dice, di «una cultura di morte in cui la decisione della donna di interrompere la gravidanza è sempre più banalizzata e presentata all’opinione pubblica come un qualunque intervento farmacologico».

Camisasca rompe il silenzio sulla cultura di morte