Il futuro dei cattolici in politica

Sono stato attratto dal titolo del libro del prof Fabio Torriero: “Il futuro dei cattolici in politica”, editato da Giubilei Regnani (Gennaio 2017) e, letto l’interessante saggio, ho deciso di organizzare un incontro dibattito con l’autore, a Mestre  il prossimo 20 Ottobre.

Si parte  dalla constatazione che “I cattolici, con lo Scudo Crociato, hanno sperimentato i lunghi anni dell’unità politica. Poi, il ventennio dell’unità sui valori (lo schema Ruini). Ma la secolarizzazione non è stata fermata. E’ possibile, sotto il pontificato di papa Francesco, tornare a parlare di credenti impegnati? Per l’autore sì, a patto che superino i loro vulnus: il privatismo, la mancanza di coscienza pubblica, la “sindrome guelfa” (la sudditanza verso i vescovi pilota), e la “sindrome ghibellina” ( un’idea neutrale e sbiadita di laicità)“.

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Manovre di schieramento prima del voto

In attesa di conoscere quale sarà la nuova legge elettorale, assistiamo a grandi manovre negli schieramenti politici presenti nel Parlamento dei “nominati illegittimi” e nel governo, retto da una maggioranza sostenuta dai “mercenari della transumanza parlamentare”.

Nei primi, c’è l’inquietudine di chi si sente tremare la “carega” sotto il sedere, ragione di continui spostamenti verso il raggruppamento considerato più affidabile, mentre nel governo si assiste a una sotterranea battaglia di Renzi nei confronti del presidente Gentiloni, terrorizzato “il giovin signore fiorentino” da ciò che potrebbe accadergli con le elezioni regionali in Sicilia e dal perdurare del governo sino alla scadenza della prossima primavera.

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Elezioni amministrative: non possiamo più restare fermi a guardare

L’analisi di Ettore Bonalberti sulle elezioni amministrative del giugno 2017.

Perdere Sesto San Giovanni,” il cuore rosso” della Lombardia e dell’Italia, è il segno indiscutibile della perduta identità. Scrivo del PD renziano, come di una struttura residuale ridotta a un Golem, un ircocervo senza anima e senza più cultura di riferimento ideale e storico politica.

Il renzismo, infatti, altro non è che il tentativo, fortunatamente fallito, con cui i poteri finanziari internazionali dominanti hanno tentato di superare ciò che restava della nostra costituzione formale e materiale, per lor signori “ troppo socialista”, come quella di altri Stati del Sud Europa.

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